di Luciana De Palma

Recensione di Francesca Patton
Una copertina rosa, semplice, compatta, forte, e poi poche parole nette: Virginia Woolf – Le parole, il tempo, la visione. Nel retro di copertina una citazione di Virginia ci aiuta a cogliere la potenza dell’opera. Basta, anche solo, spulciare tra l’intera citazione riportata nella quarta di copertina per cogliere che la lettura di questo volume non passerà inosservata dalla nostra coscienza: “Potenza, istante, guardare, respirare” e così, spinti da maggiore curiosità, torniamo alla prima pagina dove il sottotitolo dona qualche informazione in più: “Lettura critica di La crociera, Le Onde, Anon”. Siamo pronti. Iniziamo il viaggio tra le pagine del saggio di Luciana De Palma.
Come nuovi ospiti siamo subito accolti con grande delicatezza. Luciana ci racconta un po’ di sé e del suo incontro con la celebre scrittrice inglese: un amore a prima vista il loro che ha spinto Luciana ad approfondire il pensiero, la vita, le parole della Woolf fino a mettersi in contatto con la figlia di Quentin Bell, il nipote di Virginia.
Quasi un centinaio d’anni separa Luciana da Virginia, ma l’amicizia non ha tempo, l’anima non ha limiti e tra queste due donne nasce un’intesa che scopriamo frase dopo frase nel volume curato da Luciana De Palma. L’analisi dell’autrice si fa delicata, accarezza ogni pensiero di Virginia con sguardo quasi materno e conduce il lettore tra i meandri di una mente capace di ragionare incessantemente sulle proprie opere e di sperimentare con il linguaggio per dare valore, per dare un significato nuovo al mondo che viviamo. E oggi, come allora, l’urgenza di dare forma al reale è forte. Scopriamo, così, in modo originale, che il nostro bisogno di guardare con assoluta meraviglia e totalità la quotidianità nasce da quel vuoto, da quella assenza lasciata dal periodo bellico delle due grandi guerre mondiali, in cui, tra l’altro, ha vissuto Virginia Woolf.
Luciana De Palma porta il suo sguardo critico su tre opere di Virginia e coglie così tre momenti fondamentali di pura metamorfosi e sviluppo della coscienza della Woolf. Come onde che si rincorrono e si abbracciano queste tre opere, ben selezionate da Luciana, donano la possibilità di cogliere la trasformazione in atto nel pensiero della Woolf. Luciana parte da La crociera, opera in cui il legame tra l’autrice, Virginia, e la sua protagonista Rachel è palpabile. Nell’analisi acuta di Luciana c’è una continuità di forma e di parola, c’è uno spingersi alla comprensione del testo con gli stessi strumenti di Virginia, c’è un guardare da dentro, con un distacco appena percepibile. La scrittura è fluida e la vita di Virginia Woolf si intreccia piacevolmente con lo sguardo di Luciana De Palma. In questa ricerca di Luciana c’è il tentativo di andare direttamente alla fonte, senza voler aggiungere ragionamenti su ragionamenti al pensiero puro e rivoluzionario della Woolf.
Così, se nella prima opera il lettore comprende la solidità della celebre scrittrice inglese, è con Le onde che coglie la sua volontà di dare vita alle parole: “Sarà con Le onde – scrive Luciana De Palma – che avverrà la trasformazione delle parole da semplici aggregazioni di lettere a sfere luminose capaci di vivere di vita propria, spandendo una luce che nasce dall’interno. Il risultato sarà grandioso. Scomparsi il narratore e la sua volontà dominante, esplode una forza senza pari che dilata lo spazio e provoca multiple combinazioni di verità possibili”. Luciana riporta parti del diario di Virginia e la sua tenacia, il suo profondo amore per la scrittura si fanno concreti. Non è un amore leggero quello della Woolf, ma un’ancora di salvezza, un modo, o forse l’unico modo, per dare valore, per contribuire al presente, per vivere, per essere. “L’esistenza – prosegue Luciana – è legata all’essere riconosciuti da altri attraverso le parole; quando qualcuno ci parla, ci restituisce la certezza della nostra esistenza”. Per Virginia ciò avveniva con un dialogo incessante tra sé, le sue opere e il resto del mondo.
L’amicizia tra Luciana e Virginia si respira in ogni parte del saggio. Luciana De Palma accoglie il pensiero di Virginia in lei, lo fa risuonare e ce lo restituisce con semplicità per una maggiore comprensione. Il viaggio si fa estremamente interessante. Virginia sperimenta e sperimenta e si spinge a volere riprodurre su carta ciò che i fisici moderni cercano di comprendere in laboratorio: “Passato, presente e futuro – coglie Luciana – potevano essere svolti in un’unica dimensione a cui accedere attraverso una visione ampia e coraggiosa”. Virginia arriva alla sua opera rimasta incompiuta Anon in cui aggiunge Luciana: “Tutto accade, dell’inizio e della fine non c’è traccia”.
Le ombre, le luci quelle abbaglianti, i sentimenti, la delicatezza incisiva della penna della Woolf, quel mondo così apparentemente lontano dal nostro ci pare, ora, di averlo vissuto; ci scopriamo creature fragili e forti, pienamente vuote, unite nella separazione al di là del tempo e dello spazio. Così come il saggio di Luciana è iniziato, con una delicatezza infinita, si conclude. Al lettore resta quella calda sensazione di meraviglia, quelle immagini indelebili di una bellezza universale: la forza del pensiero e della scrittura della Woolf, egregiamente reso dalla penna di Luciana De Palma

