di Rossella Ahmed
Quando tornerete a Gaza, e quando Gaza sarà ricostruita e riprenderete possesso delle vostre case e delle vostre terre. E quando avrete recuperato l’ultimo osso nascosto tra le macerie, e ricomposto corpi e dato loro degna sepoltura, come è d’uso tra civili, ti prego: trovami una piccola casetta, che guardi verso il Mediterraneo, come ancestrale bisogno di chi in quel mare ci è nato. È mio desiderio invecchiare tra umani e diventare polvere in quel suolo ricco di semi buoni, che daranno frutti propizi.
L’aria è greve, pregna di preoccupazioni, dolori, silenzi, e tuttavia si cerca di scherzare.
– Però adesso bisognerà chiedere a Trump. È lui l’ultimo acquirente, mi pare. –
– Ah. Sono curiosa di sapere a chi intenda versare la caparra per l’acquisto. Ai palestinesi non credo. Ai capetti arabi nah. Sarebbero capaci di pagare loro, dopo essersela fatta nei pantaloni. A Israele, scommetto. Se la cantano e se la suonano allegramente, si fa per dire, tra di loro. Ma l’usufruttuario non intende morire presto. Peneranno a lungo prima di liberarsene.
E così sarà. Quando penso all’enorme sfortuna dei palestinesi di essere incappati nelle maglie di un nemico così infido, sleale e potente, penso anche all’enorme sfortuna che ha avuto il nemico nell’incontrare un’ostinazione così inimmaginabile e straordinaria nel resistere. Qualunque altro popolo si sarebbe rassegnato al suo destino e sarebbe evaporato da tempo dal palcoscenico della storia e invece, vedi, dopo cento anni vive, risorge dalle sue ceneri e resiste, ogni volta più determinato.
David Grün, in arte Ben Gurion, polacco di Plońsk, ancora si danna.
C’è da perderci la testa e difatti la stanno perdendo in tanti.
Non sanno più quale carta giocarsi per spaventare un popolo che cammina con la morte a fianco da eoni. Sono disperati, come il demone Mara che danzava dinanzi al Buddha in preghiera. Le sue movenze e le sue espressioni diventavano sempre più raccapriccianti quanto più diveniva consapevole della impassibilità della sua vittima, e della sua impotenza di fronte ad essa.
Così loro. Fanno le facce brutte – e questo senza alcuno sforzo; alzano la voce come lupi che ululano alla luna – e chiedo scusa al nobile animale per l’infamante paragone; come Mara si agitano e fremono – e nelle armi letali c’è l’unica forza che possiedono, quella della violenza bruta. Ma sono dei morti che camminano, e svaniranno anch’essi come una putrida illusione di fronte alla determinazione di chi resiste, avendo dalla sua parte la legge naturale. – Fuck off Trump e tutti quelli come lui. La casa a fianco alla mia, ti piacerebbe?
Gazawiti. Patrimonio dell’umanità.

