Rivista bimestrale di cultura e costume Registrazione presso il Tribunale di Roma nr. 170/2012 dell'11/06/2012

Vuoto di civiltà

Mai come ora siamo obbligati a ripensare il mondo.

Sia che ne siamo consapevoli o meno, l’umanità sta subendo un trauma collettivo dovuto allo schianto dei suoi stessi modelli di esistenza, e sopravvivenza.

La civiltà occidentale, “democratica imperatrice del mondo” (esattamente così, esattamente questo l’ossimoro), sta vivendo il suo crollo.

Per quanto possiamo far finta di non vedere, il suo tramonto ha già acceso i colori nel cielo di questo pianeta. Davanti a un trauma ci sono due soluzioni: far finta che “il male” non accada, che non sia mai accaduto, oppure approfittarne per ripensare creativamente noi stessi e la realtà che ci circonda.

Davanti al crollo delle maschere in cui ogni cosa si rivela per ciò che è non resta che prendere atto, e cercare rotte diverse, e diversi orizzonti.

Il male si rivela ora per ciò che è, non c’è neanche più bisogno di fingere, ingannare, travestire infime situazioni dotandole di abiti colorati.

L’Europa è alla prese con tutte le narrazioni che smascherano ora il suo gioco del baro, l’America di Trump – meno ipocritamente di altri, ma solo questo – usa il vero linguaggio del bullo, del mafioso, dell’affarista per evidenziare ciò che è sempre stato dietro le quinte di ogni guerra camuffata da “esportazione di democrazia”, difesa dei diritti umani, e cioè un vigliacco, arrogante colosso colonialista che fa di espropri e di guerre il nutrimento della sua  “civiltà” il cui figlio d’oro, l’impunito stato di Israele, mostra l’evidenza del crimine, dell’abuso, dei soldi che costruiscono diritti e confini.

Mentre la Terra termina le sue risorse, questa umanità brutta, veramente brutta, cerca ancora di arraffare l’arraffabile, lasciando ai posteri le macerie di una Gaza che sarà moltiplicata in ogni oceano e in ogni terra. L’ho sempre detto, e scritto, Gaza è il luogo fisico e metafisico in cui si radunano tutte le luci e le ombre dell’umanità intesa. Lì si gioca il futuro di noi tutti, non solo dei Gazawi.

“L’inferno è vuoto, tutti i diavoli sono qui”. Sì, e come in una tragedia shakespeariana il male affonda il suo morso, non lascia via di scampo.

Basta guardare i volti senz’anima dei vari Draghi, Biden, Von der Leyen, Musk, Trump e sì, aggiungo anche la nostra “madre, donna, cristiana” Meloni, con i suoi ghigni rabbiosi che meriterebbero, a proposito di millantata virtù cristiana, proprio un esorcista.

Sono volti meccanici, occhi dietro i quali si scorge un pericoloso “vuoto” subito colmato con il potere. Se per Giorgia Meloni Tolkien è un esempio di lotta contro il regno del male, ecco che allora bisogna dire, per amore di verità, che ha trasformato il piccolo, eroico Frodo a cui tanto ama richiamarsi in un grottesco Frode, in cui ogni valore viene ingoiato e sputato fuori di nuovo in base all’agenda delle convenienze.

Il video con cui l’AI ha mostrato una “Trump Gaza” che ha fatto inorridire il mondo, o la sequenza dell’impari scontro  Zelensky-Trump che altro non era che l’esatta manifestazione, senza più diplomazia e fingimenti, dell’America USA e getta che ha sempre fatto così con le sue vittime designate fin dall’inizio, le teste d’ariete (un ariete sacrificale) utilizzate per raggiungere i propri egoistici scopi, altro non sono che il margine estremo dell’accettabilità, quello oltre il quale esiste solo il buco nero che inghiotte tutto ciò su cui è stata costruita la nostra illusione di civiltà.

Quale civiltà, quale? Se non c’è più neanche bisogno di far finta di essere “buoni”, vince chi ha soldi e potere, è perché negli ultimi anni abbiamo assistito allo sgretolamento finale delle regole nazionali e internazionali che riguardano la democrazia, i diritti umani, il rispetto della legalità.

Da troppo tempo si giustifica ogni abominio ricorrendo alla frase “è un paese democratico” spacciando dunque la democrazia come mera libertà di voto e di espressione (sicuri di votare liberamente, e di esprimervi liberamente, senza essere manipolati dalle narrazioni congiunte “politica-mainstream”?).

No, signori miei, non basta poter votare ed esprimere qualunque fesseria per vivere in una democrazia compiuta. Se democrazia significa forma di governo il cui potere risiede nel popolo, che elegge i rappresentanti, è bene ricordare che questi ultimi, da qualunque parte provengano, sono molto lontani dal portare avanti la voce e la volontà dei rappresentati.

Ciance come “Israele è l’unico stato democratico in Medio Oriente” hanno ben mostrato le falle del concetto di “democrazia” così come viene “liberamente interpretato”.

Diciamolo sinceramente, dal Covid in poi abbiamo assistito all’affermazione del pensiero umico che cancella la complessità del reale, elimina le scomode cause e le sostituisce con racconti pilotati che iniziano almeno  a metà della storia (l’invasione di Putin privata delle condizioni che hanno determinato l’attacco, il 7 ottobre  di Hamas come origine del conflitto, e via “dimenticando”).

Complice anche l’Intelligenza Artificiale a cui stiamo incautamente affidando ogni azione e pensiero, è in atto una strategia di livellamento del pensiero che ci infila dritto nel baratro.

Sì, tutti i demoni sono sulla Terra in questo momento. E noi siamo così stupidi da non vederlo.

Si tratta della fine di un mondo, il mondo così come lo conosciamo.

E non ci preoccupiamo di come e cosa vogliamo “dopo” (se mai ci sarà questo “dopo” dato che proseguiamo imperterriti nella distruzione nostra, del nostro pianeta e di ogni suo abitante).

Abbiamo fallito. La nostra civiltà ha fallito. L’Occidente ha fallito.

Possiamo riconoscerlo o no, la questione è davanti a ogni persona dotata di un intelletto decente.

Per questo le maschere sono cadute. Ogni ombra è esposta affinché ognuno possa vedere la mostruosa verità di un mondo costruito sul dominio, sulla guerra, sul profitto, sul possesso di risorse altrui.

Eppure c’è ancora chi difende i nostri valori. Quali? Sono crollati come birilli uno a uno.

Adesso ci sono come macerie.

Gaza è la tomba di bambini e donne innocenti morti sotto il peso dell’ingiustizia del mondo.

Ma Gaza è anche la tomba della civiltà così come la conoscevamo.

Nessuna torre, nessun magnate arrogante e pieno di dollari può ricostruire ciò che – se non facciamo qualcosa, ora, subito – sarà stato polverizzato per sempre: la luce della nostra umanità.